Imprese Longeve

Pininfarina: idea, progetto, ingegneria, industria dell'automobile (e non solo)

DI PARIDE RUGAFIORI

Dal 1930 Pininfarina è sinonimo di stile italiano nel mondo dell’auto. Una famiglia, più generazioni non hanno costruito e sviluppato solo un’impresa dal brand prestigioso ma un modo originale di concepire e costruire vetture di qualità su scala industriale, oltre i confini dell’artigianato di lusso. Un esempio eccellente di quella cultura del progetto e dell’industria legata all’automobile storicamente tipica di Torino.

 

Un originale carrozziere dall’officina all’impresa

Quando, il 22 maggio 1930, viene costituita la Società Anonima Carrozzeria Pinin Farina, il suo principale azionista, Battista Farina detto Pinin, trentasettenne, ha alle spalle un’esperienza già ventennale nell’ «industria della carrozzeria per autoveicoli e lavorazioni affini», come recita l’oggetto sociale della nuova società. Infatti ha lavorato a lungo, dal 1910, e con successo nell’impresa del fratello Giovanni. Non stupisce quindi che i soci, tra cui la Lancia, lo nominino amministratore delegato e direttore generale, confermando così anche istituzionalmente una leadership di fatto che Pinin eserciterà sempre in azienda nell’arco della sua lunga esperienza imprenditoriale.

La Pininfarina nasce in un momento difficile, nel pieno di una grave crisi internazionale che non risparmia l’industria automobilistica e colpisce anche l’impresa neonata. Tuttavia, se i bilanci degli anni Trenta non sono buoni in quanto a remunerazione del capitale, testimoniano la tenuta dell’utile lordo industriale e una consolidata politica di investimenti.

La casa torinese, subito presente al Salone di Parigi, ricava dalla realizzazione di vetture speciali per singoli clienti le coordinate fondamentali di prototipi destinati alla produzione di piccola serie, ovvero l’obiettivo che viene raggiunto a fine decennio con un percorso impegnativo, centrato su un’organizzazione via via più solida, in grado di toccare livelli produttivi interessanti e un’occupazione di circa 500 unità a ridosso della Seconda guerra mondiale.

Durante il conflitto, con i mercati chiusi e mentre si riducono le commesse della Lancia, il partner più stretto, la Pininfarina resiste deviando l’attività su altri prodotti (dagli allestimenti per bus, aerei e motoscafi agli autocarri militari, alle ambulanze) ma senza trascurare la sua vocazione originaria, come testimonia il progetto Cisitalia per una vettura innovativa che sarà sul mercato nella versione berlinetta nel 1947.