Imprese Longeve

Pastiglie Leone

Pastiglie Leone: artigianato dolciario per eccellenza

DI PARIDE RUGAFIORI

 

In oltre un secolo e mezzo Pastiglie Leone - un nome che identifica al tempo stesso l’impresa e un suo storico prodotto - ha segnato il passato e il presente dell’arte dolciaria. Da Alba a Torino, da Luigi Leone ai Balla e Monero, le sue dolcezze, i suoi aromi non hanno cessato di contribuire a plasmare il gusto italiano e a diffonderlo in vari paesi del mondo. Mantenendo sempre elevata la qualità nel mutare delle forme dell’immagine, della comunicazione, della distribuzione.

Una crescita costante nella continuità

Con il dopoguerra, nello stabilimento ricostruito e ampliato su due piani in cemento armato viene aperto un reparto caramelle che consente di allargarne la gamma e i gusti, sia per le ripiene - una novità - sia per le dure.

Intanto il mercato della Leone si estende dalla fine degli anni Trenta oltre Torino tramite agenti di vendita ma solo in Liguria, Lombardia, Lazio e Veneto, dove le culture dolciarie sono simili.

Del resto la produzione della casa torinese è a carattere artigianale e sempre di qualità, pertanto registra un crescita costante, senza particolari exploit e pesanti crisi neppure negli anni Settanta, evitando le oscillazioni che colpiscono invece le grandi aziende industriali dolciarie. E anche quando la produzione si allarga in quantità e gamma tramite l’acquisizione dei prodotti Floris nel 1966 e i dipendenti passano da trenta-quaranta a cinquanta-sessanta, il profilo aziendale non cambia nella sostanza.

Giselda Balla, infatti, continua a controllare i gangli nevralgici dell’impresa, dalle finanze alla preparazione delle essenze, per lungo tempo lavorate solo da lei o sotto il suo controllo assoluto e conservate in un locale inaccessibile ad altri, che è una sorta di caveau della Leone. E se la sua solida leadership costituisce una garanzia per la continuità dell’azienda a maggior ragione dopo la cessazione da socio del fratello Celso nel 1961, al tempo stesso frena gli interventi via via necessari per rispondere tempestivamente ai mutamenti di gusto e del mercato.

Anche Guido Monero, il figlio di Giselda che arriva venticinquenne in Leone dalla Floris - dove ha lavorato a fianco del padre - quando ne vengono acquisite le produzioni, deve fare i conti con la sua resistenza a cedere spazi di potere nell’impresa in cui s’identifica totalmente e deve seguire la strada di un apprendistato imprenditoriale non breve.

Gli giova la conoscenza dei prodotti Floris, di cui la madre è priva, acquisita dai maestri cioccolatai e confettieri dell’azienda paterna, che gli apre le porte della “stanza delle essenze” mentre via via si costruisce un proprio ruolo, meno fragile per diventare nel 1977 anch’egli socio di quella che nel 1966 è diventata una società in nome collettivo, la Ditta Pastiglie Leone, di proprietà di Innocenzo Monero, morto l’anno dopo, e Giselda Balla.

Ma ancora verso la metà degli anni Ottanta, l’anziana Giselda continua a esercitare un’influenza notevole sulle scelte aziendali, fino a quando la salute si fa precaria, alcuni anni prima della morte, avvenuta nel 1988.