Imprese Longeve

Pastiglie Leone

Pastiglie Leone: artigianato dolciario per eccellenza

DI PARIDE RUGAFIORI

 

In oltre un secolo e mezzo Pastiglie Leone - un nome che identifica al tempo stesso l’impresa e un suo storico prodotto - ha segnato il passato e il presente dell’arte dolciaria. Da Alba a Torino, da Luigi Leone ai Balla e Monero, le sue dolcezze, i suoi aromi non hanno cessato di contribuire a plasmare il gusto italiano e a diffonderlo in vari paesi del mondo. Mantenendo sempre elevata la qualità nel mutare delle forme dell’immagine, della comunicazione, della distribuzione.

Dai Leone ai Balla e Monero

Alba, 1857: Luigi Leone, nato a Neive, figlio di Giuseppe, apre una confetteria con piccolo laboratorio nel centro della cittadina piemontese.

Si tratta di un’attività modesta, tuttavia le sue pastiglie hanno successo e Leone trasferisce la ditta a Torino, alla ricerca di una clientela più vasta, per vendere a borghesi, nobili e diventare fornitore della Real Casa di Savoia.

Ma quando sia avvenuto il trasferimento a Torino non è noto, come non sono note le vicende dei primi settant’anni di storia dell’azienda salvo qualche notizia rara, frammentaria e non sempre confermata.

Un Luigi Leone, confettiere, risulta socio della Società italiana di mutuo soccorso fra i giovani caffettieri, confettieri, liquoristi di Torino, dove viene ammesso nel 1874, ricopre cariche sociali per tredici anni consecutivi a partire dal 1877 e risulta socio benemerito al 1913. Tuttavia non sappiamo se sia stato il fondatore della ditta.

Certo è invece che nel 1889 Luigi Leone costituisce con Piero Querio - casa fondata nel 1858 - una società in nome collettivo, la Querio e Leone, per esercire un negozio di confettiere e liquorista, liquidando una precedente società di fatto con la stessa denominazione tra Luigi, il fratello Giovanni e Piero Querio, costituita per esercire presumibilmente lo stesso negozio, in Corso Vittorio Emanuele II nel centro di Torino, sotto l’insegna Querio e Leone.

La snc Querio e Leone si scioglie dieci anni dopo, nel 1899, quando Querio rileva la quota di Luigi Leone.

Sempre a Torino, nel 1900, Luigi Leone deposita come marchio di fabbrica la lettera L presente su ciascuna pastiglia nonché i segni distintivi del suo marchio e dei suoi fregi, poi ridefiniti e ridepositati dieci anni dopo.

Nel 1928 gli eredi di Luigi Leone cedono l’attività ai Culasso (poi Calasso) che la denominano in Ditta L. Leone, per venderla nel 1934 ai fratelli Celso e Giselda Balla, sposata nello stesso anno a Innocenzo Monero, nato nel 1894 a Bistagno, nell’Alessandrino.

È a partire da questo passaggio del 1934 che le vicende dell’azienda diventano più chiare e si snodano secondo una linea di continuità sul versante della proprietà e della gestione imprenditoriale, legate ai nomi di Balla e Monero.

Ma come personaggio di punta per mezzo secolo del lungo percorso aziendale emerge soprattutto Giselda Balla, la protagonista primaria.

Nata a Chieri nel 1896, figlia di Caterina Calcia ed Erasmo Balla, lavoratori e imprenditori del tessile, si trasferisce con la famiglia a Torino, dove, tramite una zia, viene assunta come impiegata amministrativa alla Dora Biscuit.

Giselda, donna tenace e animata da un forte dinamismo imprenditoriale, dopo la Prima guerra mondiale crea con il fratello Celso la Vittoria, una ditta distributrice di prodotti dolciari di varie case quali Dora Biscuit, Venchi e la Leone, di cui diviene il più grosso distributore.

Non stupisce quindi che nel 1934 i due Balla acquistino la Ditta L. Leone, venduta dall’ingegner Carlo Eugenio Calasso, pagandola 150 mila lire, con l’intento di trasformare un laboratorio con negozio di confetteria in un’azienda che produce su scala più ampia e anche distribuisce, come dimostra l’acquisto, nel 1935, dello stabilimento già Fichet in Corso Regina Margherita, sempre a Torino, dove la Leone si trasferisce.

Un acquisto forse consigliato dallo stesso Innocenzo Monero, allora funzionario della Banca agricola italiana, che poi passa alla Banca anonima di credito di Camillo Venesio e alla responsabilità delle vendite per una concessionaria di camion Lancia in proprietà allo stesso Venesio.

Innocenzo non segue dunque la moglie nell’avventura della Leone, neppure quando, negli anni Quaranta, diventa anch’egli imprenditore dolciario fondando la Floris, in via Saffi a Torino. Dove produce caramelle gommose, gelatine, fondant, goccioline, e anche cioccolato, ovvero prodotti non in concorrenza con la Leone, di cui si limita a usare, ma solo in parte, la rete di vendita. E fino al 1966, quando la Floris cesserà l’attività e la produzione verrà trasferita alla Leone insieme ai dipendenti.

Nel frattempo, tra gli anni Trenta e Quaranta, Giselda e Celso - che si occupa soprattutto della parte commerciale - consolidano e incrementano la produzione, in particolare delle classiche pastiglie nella ormai famosa confezione, della loro Ditta L. Leone, una società di fatto. Almeno fino al bombardamento del 1944 che provoca seri danni allo stabilimento ancora con la struttura in legno.