Imprese Longeve

Italgas

Italgas: l’impresa che fornisce energia a imprese, enti e cittadini da quasi due secoli

DI PARIDE RUGAFIORI

Nata a Torino a metà dell’Ottocento per produrre e distribuire gas per l’illuminazione
e il riscaldamento, l’Italgas si espande rapidamente su scala nazionale fino a diventare un grande gruppo di imprese chimiche, elettriche e di servizio dopo la Prima guerra mondiale.

Ritornata in parte alla missione originaria con il riassetto avviato negli anni Trenta, l’Italgas rimane un’impresa privata fino al 1967 quando passa all’ENI, diventando protagonista della metanizzazione in Italia.

Un’impresa di Stato. L’Italgas nell’ENI

L’intervento pubblico ritarda fino al 1967, quando l’ENI, tramite la SNAM, acquisisce il controllo della società con circa il 30 per cento del capitale.

Dopo oltre un secolo di storia nell’alveo dell’imprenditoria privata, l’Italgas entra nella sfera pubblica, delle partecipazioni statali, così come perde, per la prima volta, quell’apporto di capitali stranieri mai venuto a mancare dalla fondazione in poi.

Un passaggio di evidente rilievo, ma che non si traduce immediatamente in una svolta netta a favore del metano, innescata dal nuovo azionista di controllo.

Nel determinare questa prudenza dell’ENI intervengono i problemi di approvvigionamento per aziende divenute sempre più distributrici piuttosto che produttrici di gas, le incertezze legate alle operazioni di municipalizzazione, i contrastanti interessi di SNAM che portano a trattare l’Italgas al pari di altre imprese del settore.

La strategia cambia a metà anni Settanta. Gli effetti della crisi petrolifera innescano una politica più attiva di approvvigionamento all’estero del metano, il meno costoso dei combustibili, e un’accelerazione del programma di metanizzazione, incentivato dal Piano energetico nazionale del 1981, con particolare attenzione al Mezzogiorno.

Si apre una stagione espansiva per l’Italgas, dotata adesso di una maggiore autonomia operativa, mentre si avviano una pur lenta liberalizzazione delle tariffe, una politica di agevolazione da parte dello Stato e i finanziamenti in infrastrutture al Sud da parte della Banca europea degli investimenti. Sono fattori che sostengono gli interventi dell’impresa nel Meridione d’Italia e contribuiscono al suo grande sviluppo negli anni Ottanta, proseguito nei Novanta (45 000 chilometri di rete in concessione, 8 miliardi di metri cubi di gas venduto, circa 6 milioni di clienti).

Al tempo stesso si allarga la presenza all’estero che, dopo un avvio caratterizzato essenzialmente dall’esportazione di know-how tecnologico e gestionale, acquisisce un più incisivo ruolo imprenditoriale e si consolida soprattutto in Argentina e in Ungheria.

A metà anni Ottanta, durante la presidenza di Carlo Da Molo, il capitale dell’Italgas, tolto il 40 per cento in mano a SNAM, si ripartisce per il 29 per cento tra Fondi di investimento e Fondo pensioni della Banca d’Italia, per il 28 per cento tra azionisti privati e per il 3 per cento tra i dipendenti, sollecitando quindi un’attenta politica di consolidamento dei mezzi propri per remunerare il capitale di rischio.

Si tratta di una composizione azionaria destinata a mutare nel 2003, quando l’ENI acquisisce la totalità delle azioni in seguito al successo dell’Offerta pubblica di acquisto lanciata a novembre 2002. Italgas esce così dalla Borsa, dove è stata presente dal 1900: un altro, l’ultimo, passaggio decisivo nell’ultrasecolare vicenda societaria.

Due anni prima, nel 2000, ha ceduto la commercializzazione del gas alla divisione Gas and Power dell’ENI e tutte le sue attività commerciali diventano parte integrante dell’ENI nel gennaio 2005.

Nel 2006 l’Italgas distribuisce 16,3 miliardi di metri cubi di gas tramite 100 000 chilometri di tubazioni, con una presenza in circa 1 500 comuni e oltre 12 milioni di contatori installati.

Nel 2009 Snam Rete Gas rileva da Eni l’intero pacchetto azionario di Italgas nell’ambito di un'operazione che dà vita a un nuovo Gruppo attivo in tutta la filiera delle attività regolate del settore del gas in Italia, dal trasporto allo stoccaggio, dalla distribuzione urbana alla rigassificazione.

Il nuovo Gruppo, del quale oltre a Snam Rete Gas fanno parte anche Stogit e Gnl Italia, si pone al primo posto nell’Europa Continentale per dimensione del capitale investito nelle attività regolate del gas.