Imprese Longeve

Italgas

Italgas: l’impresa che fornisce energia a imprese, enti e cittadini da quasi due secoli

DI PARIDE RUGAFIORI

Nata a Torino a metà dell’Ottocento per produrre e distribuire gas per l’illuminazione
e il riscaldamento, l’Italgas si espande rapidamente su scala nazionale fino a diventare un grande gruppo di imprese chimiche, elettriche e di servizio dopo la Prima guerra mondiale.

Ritornata in parte alla missione originaria con il riassetto avviato negli anni Trenta, l’Italgas rimane un’impresa privata fino al 1967 quando passa all’ENI, diventando protagonista della metanizzazione in Italia.

Alle origini. Un’impresa multinazionale nella Torino di metà Ottocento

Quando, nel 1856, viene costituita a Torino la Società Gaz-Luce che nel 1863 assume la nuova denominazione di Società Italiana per il Gas (in seguito denominata anche Italgas), l’industria della distillazione di combustibili solidi per la produzione di gas illuminante ha alle spalle un ventennio di attività, avviata a Torino nel 1837 con la prima società fondata in Italia e tra le prime in Europa.

Si tratta della Società anonima per l’illuminazione della Città di Torino, controllata da investitori francesi, in particolare della Société du Gaz de Lyon, affiancati da torinesi (banchieri e commercianti di seta, aristocratici, militari, mercanti, proprietari terrieri e accademici). Un’iniziativa che vede dunque capitali francesi, in maggioranza, ma anche svizzeri a fianco di piemontesi e savoiardi, sull’asse di interessi, migrazioni e traffici che legano Lione a Torino.

I primi anni dell’impresa sono difficili. Infatti l’industria del gas ha costi fissi e di trasporto elevati, oltre a essere penalizzata da una politica doganale pesante in un mercato, industriale e privato, modesto, sebbene non incontri particolari ostacoli all’inserimento nell’area torinese.

Il Comune è pronto a siglare accordi per l’illuminazione della città nel 1846 mentre, nel contesto liberista in atto, viene creata nel 1851 una seconda impresa, la Società anonima Piemontese, che nel 1856 si fonde con l’altra società già attiva, costituendo la Società Gaz-Luce.

In effetti, nel ventennio 1840-1860 entrano in gioco alcuni fattori positivi anche per l’impresa, che ne trae beneficio in termini di redditività, come il forte sviluppo edilizio della città negli anni del Risorgimento e dell’Unità italiana. Non a caso, nel 1863, il pacchetto di maggioranza viene acquistato dal Credito Mobiliare, legato al francese Crédit Mobilier dei fratelli Péreire, che investono nelle infrastrutture in Italia. Con i Péreire, la Società Gaz-Luce diventata Società Italiana per il Gas si trasforma da impresa locale a società di rilevanza nazionale sulla base di un programma espansivo teso a creare impianti in varie parti della penisola.

Un passaggio, questo, importante, segnato dall’intreccio tra dinamici impulsi esterni di natura finanziaria, imprenditoriale, politico-amministrativa e fattori interni e tecnologici, costituiti dalle notevoli competenze tecniche messe in campo dalla chimica torinese (da Plana ai fratelli Sclopis e Albani, da Schiapparelli a Sobrero). Un insieme di conoscenze che giocano a favore della produzione e distribuzione di gas per l’illuminazione e il riscaldamento e anche per la produzione di forza motrice, e favoriscono l’utilizzo di sottoprodotti della distillazione del carbon fossile come il coke.

Forte di un perfezionamento continuo dei sistemi produttivi e di gestione, ancor più necessario a fronte dei costi delle materie prime rimasti elevati, la Società Italiana per il Gas regge alla guerra doganale con la Francia, alla grave crisi tra gli anni Ottanta e Novanta e alla concorrenza, peraltro ancora debole, dell’energia elettrica. Decisiva si rivela la tenuta delle intese stabilite con l’alta banca parigina e lionese e altrettanto essenziale il passaggio di mano dal Credito Mobiliare al Credito Italiano, la nuova banca mista di deposito e di investimento, sorta nel 1895.

Altro in questa categoria: La crescita di primo Novecento»