Imprese Longeve

 

Corte e Cosso: produrre e distribuire qualità

DI PARIDE RUGAFIORI

 

Dagli anni Venti del Novecento a oggi, tra Pinerolo e Torino, si dipana una lunga e complessa traiettoria imprenditoriale, animata da aziende diverse, ma sempre legate alla continuità di presenza al vertice della famiglia Cosso e all’impegno nella componentistica meccanica di qualità. Insieme ai Corte nella Corte e Cosso, da soli nella Cosso & C. e a fianco di un grande player del settore come il gruppo Freudenberg nella Corcos, i Cosso, per quasi mezzo secolo con la guida di una dinamica imprenditrice quale Maria Luisa, hanno segnato, anche tramite il noto marchio Corteco, la storia della componentistica italiana ed europea.

Nel commercio di componenti per veicoli (e non solo)

La lunga e complessa vicenda imprenditoriale legata alle famiglie Corte e, in particolare, Cosso, si sviluppa a partire dagli anni Venti nel settore metalmeccanico, ma si radica in precedenti esperienze avviate nella seta di fine Ottocento.

È il 1888 quando Cesare Cosso arriva da Roma a Villanovetta - ora Verzuolo - nel cuneese. Sposato a Giuditta Keller, diventa il direttore della filanda locale proprietà di Alberto Keller, imprenditore serico e zio della moglie. Dopo qualche anno, nel 1890, Cesare diventa a sua volta imprenditore, tramite l’acquisto di un setificio sul Rio Moirano a Pinerolo.

Il figlio Lodovico, nato a Villanovetta nel 1888, segue studi tecnici e diventa perito industriale, oltre a frequentare corsi di ingegneria tessile a Budapest. Rientrato in Italia con la Prima guerra mondiale, in cui combatte come pilota e viene decorato due volte, decide di non proseguire l’attività paterna.

Grande appassionato di motori e di motociclette, che guida a tutta velocità nelle strade piemontesi, immerso nel mondo automobilistico dove conosce tecnici e imprenditori da Biscaretti a Weber, Lodovico Cosso fonda nel 1925 una società di fatto, la Corte e Cosso, «avente per oggetto il commercio in proprio e per rappresentanza di articoli tecnici, automobilistici», con sede a Torino e filiale a Milano. Gli è socio Francesco Corte, torinese, amico e commilitone, che unisce la propria abilità di venditore alla competenza tecnica e organizzativa messa in campo da Lodovico.

L’azienda importa e distribuisce sul territorio italiano componenti per auto per la più parteimportati dall’estero: ammortizzatori Houdaille, guarnizioni per testate Klingerit di provenienza austriaca, anelli di tenuta per alberi rotanti Freudenberg, carburatori Weber. Utilizza il marchio Corteco, registrato nel 1932 e presto diventato identificativo in italiano di «anello di tenuta per alberi rotanti». Un prodotto, questo, decisivo per la crescita della Corte e Cosso, che nel 1936 sottoscrive con la tedesca Freudenberg di Weinheim un contratto per la licenza di distribuzione su tutto il territorio italiano degli anelli di tenuta.

Nel 1938 viene sciolta la società di fatto, che trasferisce il patrimonio alla neo costituita Società in accomandita commercio accessori, con sede in Pinerolo, ma uffici e depositi a Torino,  capitale sociale di 10 000 lire aumentato a 200 000, soci accomandatari Francesco Corte e Lodovico Cosso e socio accomandante Arturo Martinoglio, chimico farmaceutico, «avente per oggetto la compravendita di articoli industriali e tecnici e la eventuale loro fabbricazione, nonché l’esercizio di rappresentanze».

Una società, dunque, per compravendere ed eventualmente anche fabbricare, come in effetti accade, sebbene non sia chiaro quando sia stata avviata la produzione, che tuttavia è certamente attiva negli anni Quaranta.