Codebò

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Codebò: ascensori al vertice

DI PARIDE RUGAFIORI

 

Nel settore del trasporto verticale Codebò opera dal 1907, a Torino. Con il succedersi di quattro generazioni, dalla fase pionieristica di primo Novecento a oggi, l’impresa è cresciuta per collocarsi al primo posto a livello regionale e tra i primi cinque operatori a livello nazionale. Un percorso costante all’insegna di crescita, solidità strutturale e organizzativa, qualità in progettazione, installazione, collaudo e manutenzione di ascensori e montacarichi.

Ascensori di primo Novecento

Paolo Codebò, nato a Genova nel 1865, è un operaio che tra gli anni Ottanta e Novanta dell’Ottocento emigra in Argentina. Partito dal porto ligure a bordo del piroscafo Duchessa di Genova della compagnia di navigazione La Veloce, sbarca a Buenos Aires.

Nel paese sudamericano è occupato nel settore ferroviario, maturando un’esperienza che gli torna utile al suo rientro in Italia, dove nel 1904, a Milano, lavora per le Officine meccaniche Stigler, nota impresa produttrice di ascensori.

Poi si trasferisce a Torino e nella città piemontese mette a frutto il saper fare acquisito nel settore fondando nel 1907, la Codebò Paolo, ditta individuale per la «manutenzione, riparazione e montatura ascensori» ubicata in via Pastrengo.

Un’impresa piccola, sei dipendenti, ma attiva in un mercato ancora ristretto agli edifici privati e pubblici di pregio con un prodotto - l’ascensore - riservato in Italia a una clientela aristocratica e alto borghese e che vive il passaggio dai più antichi modelli a funzionamento idraulico ai primi ascensori elettrici a pulsante.

Ma la Codebò, concessionaria per il Piemonte della Stigler, cresce in qualità e quantità produttiva, installando macchine nei più eleganti e prestigiosi palazzi di Torino e diventando fornitrice della Real Casa per gli ascensori di Palazzo Reale.

Quando, nel 1931, Paolo, il fondatore, muore, gli succedono i due giovani figli, Giovanni, nato a Tucumán, in Argentina, nel 1902, e Pietro, nato a Milano nel 1904.

Giovanni e Pietro proseguono l’attività paterna «uniti fra di loro in una semplice società di fatto e sotto la ragione sociale di Ditta Codebò Paolo dei fratelli Giovanni e Pietro Codebò», come recita la denuncia presentata all’allora Consiglio e Ufficio provinciale dell’economia di Torino.

L’impresa si consolida, con circa cinquanta dipendenti, e accompagna la crescita di Torino nelle trasformazioni urbanistiche più notevoli, come testimonia la presenza di suoi impianti nelle nuove costruzioni di via Roma realizzate con lo stile funzionale, modernista di Piacentini.