Imprese Longeve

 

Candioli: progresso tecnologico nella continuità

DI PARIDE RUGAFIORI

 

Da una farmacia a Roma negli anni Ottanta dell’Ottocento alla Torino degli anni Trenta e fino a oggi, quattro generazioni animano un lungo percorso imprenditoriale nella farmaceutica che prende avvio con i primi prodotti artigianali e arriva agli innovativi nutraceutici di nuova generazione ad uso umano e animale. Sfruttando l’innovazione continua, unita alla flessibilità e rapidità della piccola dimensione, la Candioli riesce a reggere e ad espandersi in un mercato mondiale difficile, controllato da grandi colossi multinazionali.

Alle origini una farmacia

Le radici del lungo percorso imprenditoriale legato alla famiglia Candioli si rintracciano nell’ultimo ventennio dell’Ottocento e non a Torino, bensì a Roma, dove, nel 1882, Attilio Candioli, laureato in chimica e farmacia, apre la Farmacia internazionale farmaceutica che porta il suo nome, nel centro della città, in via Nazionale.

Candioli, trentino, vi svolge le tradizionali attività del farmacista in una fase in cui la dimensione chimico-industriale della produzione farmaceutica è ancora arretrata, e quindi prepara in laboratorio farmaci non destinati a curare malattie importanti, sia su prescrizione medica sia in base a tipologie di formulazioni che egli stesso crea.

Nulla di straordinario, dunque: una piccola attività familiare come tante altre, che vede impegnata anche la moglie, ma Attilio Candioli non manca d’inventiva e di un saper fare ricerca e sperimentazione introducendo innovazioni di un certo rilievo.

È il caso dell’idea, realizzata, di polverizzare in talco una diffusa pomata mercuriale antiparassitaria, efficace ma dal cattivo odore e dalla difficile rimozione, in modo da ottenere una polvere aspersoria di più comodo utilizzo. Un prodotto nuovo, questo, diventato centrale e caratteristico della Candioli senza soluzioni di continuità nel tempo, poi opportunamente valorizzato da Cesare Candioli, figlio di Attilio.

Cesare, nato a Roma nel 1899, si laurea a Siena in farmacia nei primi anni Venti, dopo il servizio militare durante la Prima guerra mondiale, ma non eredita la farmacia paterna che cessa l’attività con la morte di Attilio Candioli.

Forse Cesare ha lavorato con Attilio - ma non è certo - e una qualche trasmissione d’interesse per la ricerca farmaceutica può esserci stata tra i due, ma il figlio si muove secondo tempi e con modalità autonomi e diversi dal padre.

Dopo la laurea, con risorse presumibilmente modeste - divise con le due sorelle, prive di alcun interesse per l’attività di famiglia - Cesare va negli Stati Uniti, dove risiede per uno-due anni, sembra a New York, insieme a una sorella.

Difficile non pensare che negli USA intenda avviare una sua impresa, ma certo il giovane Candioli non raggiunge gli obiettivi desiderati, quindi rientra in Italia.