Le imprese longeve

Imprese Longeve

Le fonti

Le diverse anagrafi commerciali

La fonte utilizzata per la costituzione della bancadati delle imprese longeve, il Registro ditte, fa parte di uno dei due sistemi di registrazione che tra Otto e Novecento hanno caratterizzato le anagrafi commerciali nazionali.

  1. Il primo sistema fa riferimento al Codice di commercio del 1882, che a sua volta riprendeva il sistema di registrazioni introdotto dal Codice napoleonico del 1808.
    Il Codice del 1882 prevedeva per le società l’obbligo di iscrizione nel Registro delle società commerciali depositato presso le Cancellerie dei Tribunali di commercio e, dopo la loro abolizione (1888), dei Tribunali civili. La legge prescriveva in particolare il deposito di tutti gli atti costitutivi e modificativi delle società (di persone o di capitale) con sede legale o anche solo una filiale nella circoscrizione giudiziaria. Questi documenti contenevano informazioni sulla società (denominazione, sede, capitale sociale, durata) e su coloro che vi partecipavano a vario titolo (generalità, ruolo, quota sociale).
  2. Il secondo sistema ha invece origine nel Registro ditte. Istituito presso le Camere di Commercio nel 1911 da una legge dell’anno precedente, molte aziende provvidero ad iscriversi e a depositare i documenti con regolarità a partire dalla metà degli anni Venti. Ogni impresa, al momento dell’iscrizione, veniva contrassegnata da un numero identificativo detto “Numero del Registro Ditte” (RD).

A differenza del Registro delle società, nel Registro ditte erano tenute ad iscriversi non solo le società, ma anche le ditte individuali. Presso questo Registro andavano depositati documenti con informazioni molto simili a quelle richieste dal Registro delle società, salvo qualche dato aggiuntivo (per esempio sulle unità locali). I documenti venivano raccolti in fascicoli o in faldoni; il loro contenuto veniva poi riassunto sommariamente in veri e propri registri matricolari, cioè in grandi volumi cartacei.

Il Codice civile del 1942 previde la creazione di un Registro imprese, con la funzione di dare pubblicità legale delle informazioni relative agli operatori economici, assicurando condizioni di certezza e di trasparenza alle transazioni. Gli articoli 100 e 101 delle disposizioni attuative del Codice civile stabilivano inoltre il mantenimento del Registro delle società commerciali per svolgere le funzioni del Registro imprese finché questo non avesse avuto piena attuazione.
Solo nel 1996, in seguito alla legge sul riordino delle Camere di commercio del 1993, fu istituito un Registro delle imprese in cui confluirono il Registro ditte e il Registro delle società commerciali. La sua tenuta fu affidata alle Camere di Commercio, che dalla fine degli anni Settanta già avevano sperimentato un sistema informatizzato nazionale di raccolta dei dati relativi alle imprese. Per garantire una continuità tra i depositi archivistici, il Numero del Registro Ditte (RD), che caratterizzava le imprese nel Registro ditte è stato mantenuto nel nuovo Registro imprese, assumendo il nome di Numero REA (Repertorio Economico Amministrativo). L’impresa è poi individuata da un numero di Registro imprese, attualmente costituito dal codice fiscale.